Oltre la Caverna

FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO

Gorgia e le fake news: le parole spesso plasmano la realtà

Alessio Berlanda4 Giugno 2026

Gorgia e le fake news: le parole spesso plasmano la realtà

Nella storia della filosofia, la corrente sofistica fu tra le prime ad affrontare la questione del rapporto tra verità, comunicazione e persuasione, ottenendo compensi economici da chi desiderava apprendere l'arte retorica e producendo numerose opere dedicate a tali temi.

Ed è proprio nell'Encomio di Elena, una delle opere più celebri del sofista Gorgia, che quest'ultimo, dopo aver tentato di scagionare Elena dalla responsabilità dello scoppio della Guerra di Troia, definisce il logos come un «grande dominatore». La parola non è più semplicemente uno strumento per descrivere la realtà, ma una forza capace di influenzare profondamente gli uomini, orientandone emozioni, giudizi e convinzioni.

Mentre gran parte della filosofia greca era infatti partita dal presupposto dell'esistenza di una realtà oggettiva, che si riflette dapprima sul piano gnoseologico del pensiero e successivamente su quello comunicativo, Gorgia sembra invece capovolgere totalmente questo schema. L'idea che emerge è infatti quella che dalla comunicazione nasce il pensiero, e dal pensiero prende forma la realtà che crediamo di conoscere.

È proprio qui che il collegamento con il fenomeno delle fake news diventa particolarmente interessante.

Una notizia falsa nasce anzitutto come comunicazione; viene diffusa attraverso un articolo, un video o un post sui social per poi generare nelle persone un pensiero, un'opinione o, molto peggio, una convinzione. Quella convinzione viene spesso scambiata per una descrizione fedele della realtà: è qui che il tradizionale primato del piano ontologico sembra essere sostituito da quello comunicativo.

In questo modo il percorso sembra seguire esattamente la direzione individuata da Gorgia: comunicazione, pensiero, realtà percepita.

Naturalmente una fake news non trasforma il falso in vero. Tuttavia può produrre conseguenze reali. Può influenzare decisioni politiche, alimentare paure collettive, modificare comportamenti e orientare il giudizio delle persone. Anche quando il fatto raccontato non è mai accaduto, gli effetti della sua diffusione possono essere concreti.

La riflessione di Gorgia non invita quindi a rinunciare alla ricerca della verità. Piuttosto ci mette in guardia da un rischio sempre presente: quello di confondere ciò che appare convincente con ciò che è effettivamente vero.

Nelle fake news possiamo forse riconoscere la manifestazione contemporanea di una questione antica intuita da Gorgia più di duemila anni fa: spesso non crediamo a qualcosa perché è vero; finiamo piuttosto per considerarlo vero perché siamo stati persuasi a crederlo da un'efficace comunicazione, la quale viene curata e messa al primo posto rispetto alla verità effettiva.