Oltre la Caverna

Filosofia del linguaggio

Gorgia e le fake news: come le parole creano la realtà

Alessio Berlanda27 Maggio 2026

5 min di lettura

Gorgia e le fake news: come le parole creano la realtà

Pochi filosofi hanno riflettuto sul rapporto tra linguaggio, persuasione e verità con la radicalità di Gorgia. Tra i principali esponenti della Sofistica, insegnava retorica a pagamento e dedicò gran parte della sua riflessione al potere straordinario della parola.

Nell'Encomio di Elena, Gorgia tenta di assolvere Elena di Troia dalla responsabilità dello scoppio della guerra di Troia. Nel farlo sviluppa una delle riflessioni più originali della filosofia antica sul linguaggio. Il logos, infatti, viene descritto come un «grande dominatore», una forza capace di esercitare un immenso potere sulla mente umana.

Mentre molti filosofi greci ritenevano che fosse la realtà oggettiva a determinare il pensiero e, solo successivamente, il linguaggio, Gorgia sembra invertire questo ordine. Per lui la parola non è soltanto uno strumento che descrive il mondo: contribuisce a plasmare il pensiero e, attraverso di esso, la realtà che percepiamo.

Questa prospettiva offre una chiave sorprendentemente attuale per comprendere il fenomeno delle fake news.

Ogni disinformazione nasce anzitutto come comunicazione: un articolo, un video, un post sui social network. Da lì genera idee, opinioni e talvolta convinzioni profonde. Con il tempo, tali convinzioni possono diventare indistinguibili dalla realtà agli occhi di chi le accetta. In questo senso, il potere della comunicazione può arrivare a oscurare i fatti stessi.

Il processo ricorda da vicino la dinamica suggerita da Gorgia:

Linguaggio → Pensiero → Realtà percepita.

Naturalmente, le fake news non trasformano il falso in vero. La realtà rimane ciò che è. Tuttavia, un'informazione falsa può produrre conseguenze del tutto reali: influenzare elezioni, alimentare paure collettive, polarizzare la società, modificare i comportamenti individuali e orientare decisioni politiche. Anche quando il fatto raccontato non è mai accaduto, gli effetti del credervi possono essere profondi.

La filosofia di Gorgia non va quindi interpretata come una negazione della verità, ma come un monito. Il linguaggio persuasivo possiede un enorme potere e ciò che appare convincente non coincide necessariamente con ciò che è vero.

Forse le fake news rappresentano soltanto la versione contemporanea di un problema filosofico antico che Gorgia aveva già intuito oltre duemila anni fa. Non crediamo sempre a qualcosa perché è vero; spesso finiamo per ritenerlo vero perché un linguaggio persuasivo ci ha convinti che lo sia.

In un'epoca dominata dai media digitali e dagli algoritmi della comunicazione, le riflessioni di Gorgia appaiono straordinariamente attuali. La sua filosofia ricorda che le parole non si limitano a descrivere il mondo: contribuiscono anche a costruire il mondo che crediamo di abitare.